Medicina complementare

Non solo trattare i sintomi, ma anche neutralizzare le loro cause.

Medicina complementare

La medicina complementare contempla l’uomo in modo complessivo: oltre agli aspetti puramente fisici come la condizione degli organi, dell’apparato locomotore, del sangue e del sistema immunitario vengono contemplate anche le interazioni dell’organismo con l’ambiente e la natura del paziente e dunque la natura della malattia.

Come per esempio un albero non può crescere e prosperare in un ambiente inquinato e contaminato da tossine, un uomo può ammalare per molti motivi che possono essere trovati nel mondo esterno. Non solo incidenti, virus o batteri sono responsabili della formazione di una malattia, ma anche l’incarico dell’organismo costante con metalli pesanti, tossine invisibili in concentrazioni troppo alte, inquinamento dell’acqua, produzione di alimentari o radiazione e così via. Così si aumenta simultaneamente l’incarico ambientale e l’incapacità del corpo umano di controllare gli attacchi costanti. L’uomo diventa malato in modo cronico – sempre più spesso – sempre più giovane – la quota delle cosiddette malattie non curabili si aumenta e la medicina e farmacia prosperano.

Anche i cambiamenti della nostra situazione di vita hanno un ruolo significante che però, spesso non vengono presi in considerazione. Il fattore psicosociale e la nostra società divergente lasciano l’uomo diventare solitario. Una ritmica della vita quotidiana diventa sempre più rara.

Per questo non si devono solo definire e trattare i sintomi del paziente, ma anche esaminare tutta la sua situazione di vita e sviluppare, insieme al paziente, concetti e soluzioni. Con metodi complessivi, cioè l’utilizzo di misure dalla medicina classica e medicina complementare si può aiutare il paziente ritrovare il suo equilibrio e la sua complessità.


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